Carta dei servizi il Germoglio

Carta dei servizi
Casa/comunità per gestanti e per madri con figli
Nuclei familiari di condivisione

Presentazione del testo

Il presente documento nasce dall’esigenza di instaurare una relazione sempre più costruttiva e qualificata tra enti erogatori di servizi e gli utenti che ne fruiscono, dando informazioni precise sui servizi offerti e una chiara visione dei propri diritti e doveri.

Per instaurare un rapporto trasparente e cordiale con gli ospiti e per una gestione sempre più efficiente, proponiamo questa Carta dei Servizi, ottemperando alle disposizioni della Legge regionale 2/03 art. 32, che ne prevedono l’adozione da parte di tutti i soggetti erogatori di servizi, convenzionati con gli Enti pubblici.

In essa si possono trovare informazioni sui servizi offerti, sulle modalità di accesso e fruizione delle prestazioni, sugli standard di qualità allo scopo di garantire efficienza, sensibilità ed attenzione alle esigenze della cittadinanza.

La Carta dei Servizi

Che cos’è?

E’ uno strumento che

  •  informa gli utenti sul servizio offerto e sulle modalità di accesso,
  • rende partecipe l’utenza e impegna la Cooperativa a mantenere e migliorare i servizi proposti,
  • tutela gli utenti da eventuali inadempienze dell’ente erogatore,
  • garantisce la qualità dei servizi, verificando il grado di soddisfazione degli utenti.

Cosa contiene:

  • l’indicazione delle prestazioni e dei servizi offerti;
  • individua gli strumenti di tutela dell’utente.
1. Descrizione della “Comunità per gestanti e per  madri con bambino”

La Struttura d’accoglienza, denominata “Il Germoglio, Comunità in rosa“, è situata a Diegaro di Cesena, Via Chiesa di Diegaro 125, in un quartiere periferico della città, ben servito dai trasporti pubblici e di facile accesso.

Ristrutturando la vecchia Canonica della Chiesa parrocchiale, la Comunità d’accoglienza “Grazia e pace” ha fatto rifiorire spazi abitativi ed aree di vita sociale.

La Comunità in rosa è formata da cinque appartamentiNuclei familiari di Condivisione, con diversa capacità ricettiva, una sala comune per l’animazione e la socializzazione, uno spazio per l’ascolto con sala colloqui ed amministrazione, un ampio spazio verde per le attività ludiche, per il giardinaggio, o per eventuali produzioni orticole.

Ogni appartamento è dotato di cucina e servizi autonomi; ciascuno ha una completa indipendenza nella gestione dei pasti, nella organizzazione della vita familiare, nelle pulizie, ecc.

Autorizzata e riconfermata dal Comune di Cesena  con atto amministrativo n.13 del 16-12-2013, integrato con allegato n. 1 del 07-03-2014, rinnovata il 13-12-2018, a norma DGR 1904/2011 e succ. modifiche.

Composizione Struttura.

Interno 1, Sala Fior di Loto, Sala per gli incontri, i colloqui e l’amministrazione.
Appartamento 1, Interno2, Appartamento Fiordaliso, n. 1 nucleo mamma-bambino.
Appartamento 2, Interno 6, Appartamento La Betulla, n. 2 nuclei mamma-bambino
Appartamento 3, Interno 5, Appartamento La Rovere, n. 1 nucleo mamma-bambino.
Appartamento 4, Interno 3, Appartamento Il Girasole, n. 1 nuclei mamma-bambino.
Appartamento 5, Interno 4, Appartamento, Il Ciclamino, n.3 nuclei mamma-bambino.
Spazio Sacrestia, per attività di animazione e socializzazione.

Gli ambienti di vita comune e gli spazi sociali all’aperto, permettono l’organizzazione di momenti di vita collettiva, di esperienze di socializzazione, di incontri formativi, incontri di scambio, di confronto, aperti anche al territorio ed integrati nel tessuto sociale circostante.

2. Progetto educativo/Scopo/Missione

Il Germoglio, Comunità in rosa, Comunità gestita dalla Cooperativa “Grazia e pace Coop. sociale a r. l., persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, attraverso lo svolgimento di attività socio sanitarie ed assistenziali.

Il Progetto educativo generale della Casa / Comunità è quello di accogliere nei cinque appartamenti ristrutturati (Nuclei familiari di Condivisione), mamme in difficoltà con figli, inviate dai Servizi Sanitari e Socio Assistenziali e di offrire loro un luogo ed uno spazio in cui poter trovare accoglienza e sostegno per sé e i propri figli, in cui riattivare la dimensione spazio-temporale della propria esistenza, un ambiente socio-relazionale comunitario, punti di ancoraggio più funzionali di riferimento per riprendere il proprio cammino.

Ognuna di esse viene sostenuta e indirizzata verso una propria autonomia, identità e libertà interiore più solida.

Attraverso i Progetti di vita per l’adulto ed i Progetti educativi  per il minore, condivisi con la comunità e i Servizi invianti, si ridefiniscono le esperienze di disagio vissute dal nucleo familiare e si tracciano nuovi percorsi di vita. Alle mamme con i loro figli vengono forniti gli strumenti utili per affrontare un sereno reinserimento sociale e relazionale.

L’ambiente comunitario che si crea attraverso l’interazione fra i Nuclei familiari, e tra gli stessi e lo staff degli operatori, privilegia, come peculiare strumento educativo, l’esperienza della condivisione.

Gli Obiettivi dell’intervento ed inserimento in Comunità si possono così articolare:

  • imparare a riconoscere la reciproca appartenenza, il reciproco bisogno, la reciproca utilità;
  • imparare ad amare e ad accogliere se stessi, per imparare a donare ed a costruire legami e relazioni;
  • conoscere se stessi per lasciarsi guidare e sostenere, diventare consapevoli di ciò che si è per accogliere le proprie debolezze con benevola comprensione.

In particolare la Comunità si preoccupa dell’accoglienza , dell’assistenza e del recupero psico-socio relazionale ed educativo delle madri e dei bambini, utilizzando le seguenti modalità operative:

per le madri

  • la realizzazione e la gestione di servizi e attività educative e assistenziali per offrire accoglienza e assistenza a gestanti e madri con figli,
  • l’organizzazione e il sostegno di iniziative idonee a far sì che le funzioni di maternage siano e diventino atti responsabili di rispetto per la vita,
  • la promozione di un contesto relazionale accogliente e stimolante che permetta la costituzione di legami di amicizia all’interno della Comunità, con lo scopo anche, di facilitare il mantenimento e l’approfondimento delle relazioni che l’ospite ha o può sviluppare all’esterno di essa,
  • lo sviluppo di un progetto individualizzato finalizzato all’acquisizione di una sempre maggiore indipendenza ed autonomia dell’ospite,
  • l’affiancamento nella ricerca delle opportunità di realizzazione personale a livello sociale, lavorativo/occupazionale, culturale, spirituale ecc.

per il minore

  • l’osservazione delle condizioni psicofisiche all’ingresso
  • l’ osservazione ed il monitoraggio della risposta cognitiva ed emotiva del minore all’evento traumatico subito
  • l’osservazione delle sviluppo evolutivo nelle sue fasi di crescita e cambiamento
  • l’osservazione del rapporto relazionale ed emotivo con la madre
  • l’osservazione delle capacità relazionali e di gioco con i pari
  • l’inserimento del minore nel percorso scolastico
  • l’inserimento del minore in spazi ludico ricreativi e sportivi adatti all’età
  • il sostegno nell’apprendimento post scolastico
  • il coordinamento di interventi integrati con la collaborazione dei servizi specialistici territoriali di competenza
  • l’accompagnamento e il monitoraggio del minore nei Centri per le Famiglie per incontri con genitori in valutazione

La Comunità “Grazia e Pace” si impegna a rispettare e valorizzare le credenze religiose e le esigenze culturali di tutti gli ospiti nella libertà.

3. Intervento metodologico

Valutazione da parte della comunità della relazione-proposta di invio del nucleo familiare, redatta dai servizi invianti.

Primo contatto con i servizi per prima visita di conoscenza alla comunità con o senza ospite.

Inserimento in comunità del nucleo familiare in emergenza o in tempi concordati.

Condivisione del regolamento interno e del progetto tra la comunità e l ‘ospite.

Condivisione del Progetto di vita e del Progetto educativo individualizzato con i referenti (Ausl, Comuni e Province) del caso specifico.

Definizione di obiettivi a breve e medio termine, inseriti in progetti differenziati e tarati sulle singole realtà personali.

Predisposizione di un ambiente ove si cerca di ricreare un’atmosfera familiare, calda ed accogliente, con i vari aspetti che la caratterizzano: condivisione degli spazi, relazioni affettive significative ed interiorizzazione delle regole.

L’impianto educativo della Comunità prevede le seguenti modalità.

Osservare nel primo trimestre la qualità della relazione madre e minore.

Facilitare il dialogo e il confronto degli operatori dell’equipe con la madre e il minore.

Predisporre e stimolare una vita di gruppo, per quanto possibile, che permetta la costruzione di una storia comune e un clima familiare regolato dalla solidarietà e dalla collaborazione.

Mantenere l’attenzione e la cura del minore e della madre affinché riconquistino la fiducia in se stessi e negli altri.

Stimolare la valorizzazione del tempo libero per favorire processi di socializzazione.

Promuovere l’integrazione della vita della Comunità con eventi e progetti degli Enti ed delle Associazioni istituzionali e no profit presenti sul territorio.

È di fondamentale importanza, inoltre, far sì che le madri e i loro bambini accolti in Comunità mantengano, qualora sia possibile, un reale contatto con le famiglie di origine, non solo per accrescere la consapevolezza del vissuto di ognuno, ma anche per aiutarli e sostenerli qualora i percorsi individuali di disagio abbiano creato rotture e separazioni.

4. Gli ospiti/utenti

Il Germoglio, Comunità in rosa offre ospitalità ed accoglie gestanti e madri con figli

  • che abbiano difficoltà di inserimento sociale,
  • che siano a rischio di emarginazione, di isolamento, di violenza e abuso, di prostituzione, di delinquenza, di devianza, di sfruttamento,
  • che si trovino in disagiate e precarie condizioni psicologiche e presentino difficoltà relazionali,
  • che abbiano problemi di salute fisica,
  • che abbiano bisogno di un periodo di convalescenza post ospedaliera,
  • che necessitino di un ambiente accogliente, confortevole per assistenza e cura.

Ogni  appartamento è destinato ad un Nucleo familiare di Condivisione.

Tenendo conto della diversa grandezza degli appartamenti e dei vincoli strutturali previsti dalla Delibera di Giunta 1904/2011, la capacità ricettiva totale massima è di 8 nuclei mamma-bambino e al massimo 9 minori, con un nucleo  destinato alla Pronta accoglienza.

5. Servizi offerti

La Comunità offre Servizi alla persona (nucleo madre-bambino), definiti dal Progetto di vita e dal Progetto educativo individualizzato concordato con il Servizio inviante e con gli ospiti.

Con la presa in carico dell’ospite si impegna nella valutazione delle capacità materne, delle abilità e competenze d’ingresso, delle possibilità di recupero e riabilitazione.  Individua tutte le attività, i progetti, gli interventi utili alla crescita ed al benessere della persona, favorisce la ricostruzione dei legami sociali e sostiene gli ospiti per sviluppare le loro autonomie ed  abilità individuali.

Offre un sostegno nell’integrazione con il contesto sociale e per l’utilizzo delle risorse territoriali.

In particolare il Progetto di accoglienza della Comunità Il Germoglio offre le seguenti opportunità:

  1. l’accoglienza residenziale e la presenza, di operatori che animano e gestiscono la vita dei nuclei familiari e che sono di riferimento per i bisogni e le esigenze individuali;
  2. il supporto di uno Psicologo (Responsabile terapeutico e del Progetto d’inserimento) che cura l’inserimento, il progetto individuale, gli aspetti legati alle relazioni affettive personali, alle dinamiche di convivenza e alla vita sociale in generale, con eventuale supervisione psichiatrica (da concordare con gli Enti invianti);
  3. il supporto di un gruppo di sostegno e di mutuo aiuto, formato anche da altre famiglie e madri, organizzato con l’apporto dei volontari dell’Associazione “Grazia e pace”, per favorire l’integrazione sociale, l’inserimento lavorativo e per facilitare la socializzazione dei figli;
  4. l’affiancamento nella ricerca di un percorso formativo, di corsi di formazione professionali adeguati, rispondenti alle richieste del mercato del lavoro, per un successivo inserimento lavorativo esterno;
  5. il sostegno agli ospiti per portare a termine eventuali corsi di studio o di formazione interrotti (anche in collaborazione con Altri Enti ed Agenzie formative);
  6. la possibilità di partecipare a progetti di socializzazione, ad iniziative culturali, attività espressive e ricreative organizzate da Associazioni, Parrocchie, Enti pubblici;
  7. un sostegno ed un supporto per l’orientamento e la ricerca di una attività lavorativa e di una sistemazione futura autonoma.
6. Modalità di ammissione e di permanenza degli ospiti.

Gli inserimenti di nuovi ospiti si effettuano su richiesta dei Servizi sociali invianti.

Le richieste di inserimento vanno inoltrate ai Responsabili della struttura, previo contatto telefonico, mediante l’invio di una relazione sul caso (Progetto quadro ai sensi DGR 1904/2011, via fax o e-mail).

Quindi, dopo la valutazione fatta dall’Equipe di Progetto e un ulteriore colloquio con gli Operatori sociali e gli ospiti, viene concordato il momento più opportuno per l’inserimento.

Diversa procedura viene seguita per l’inserimento negli spazi destinati alla Pronta accoglienza (Vedi Modello operativo per l’emergenza).

Al momento dell’inserimento in comunità viene formulato un Progetto di vita (o nel caso di inserimento anche di minori, un Progetto educativo/psicologico) individuale per ciascun ospite.

La permanenza in comunità, di norma non deve protrarsi oltre i 18 mesi o fino a quando non siano raggiunti gli obiettivi concordati con i Servizi invianti. Per situazioni particolari può essere prorogato il progetto,  in accordo  con gli Operatori sociali di riferimento.

La permanenza in comunità, in linea di principio, non è subordinata a limiti di tempo predefiniti. Essa può variare in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Nel caso di madri con figli, la permanenza in comunità terrà conto anche delle eventuali disposizioni deliberate dal Tribunale per i Minorenni e di eventuali Decreti.

I documenti per l’inserimento richiesti dalla comunità sono i seguenti:

  • stato di famiglia,
  • permesso di soggiorno (per gli ospiti stranieri),
  • codice fiscale,
  • tessera sanitaria,
  • eventuale esenzione dal pagamento di ticket,
  • documentazione relativa ad eventuali malattie, esami, ricoveri, cartelle cliniche ecc.,
  • Progetto quadro (ed eventuali valutazioni psicodiagnostiche),
  • autorizzazione al trattamento dei dati personali,
  • impegno di spesa dell’ente pagante la retta,

Per i minori si rendono altresì necessari

  • i dati anagrafici completi dei genitori (se non presenti nello stato di famiglia)
  • i certificati di vaccinazione
  • l’eventuale documentazione e curriculum scolastico
  • il/i decreto/i del Tribunale per i Minorenni e/o altri provvedimenti dell’autorità giudiziale.

La struttura d’accoglienza può assicurare anche l’ospitalità temporanea in emergenza (a norma DGR 1904/2011), ai minori soli.

Se sussistono le condizioni ambientali ed individuali possono essere accolte anche donne sole in condizione di bisogno o disagio di varia natura.

La Comunità dichiara la propria disponibilità alla prosecuzione della permanenza dei ragazzi ospitati anche oltre il compimento del diciottesimo anno, purché sia condiviso un nuovo Progetto e l’inserimento sia ben integrato nell’esperienza d’accoglienza delle varie realtà di vita della Comunità Grazia e pace.

Per il reinserimento sociale delle madri con figli e dei minori diventati maggiorenni la Comunità fornisce anche Servizi aggiuntivi come l’assistenza domiciliare, il sostegno psicologico e psicoterapeutico e ogni altra azione di supporto concordata con i Servizi invianti.

Modalità di dimissioni degli ospiti

Le dimissioni del nucleo mamma-bambino vengono concordate con il Servizio inviante.

La proposta di dimissione viene presentata in sede di équipe e concordata con il servizio inviante nei seguenti casi.

  1. Raggiungimento degli Obiettivi del Progetto.
  2. Modifica del Progetto educativo e di vita e trasferimento ad altra struttura.
  3. Valutata incompatibilità con l’organizzazione della vita della Comunità, per gravi comportamenti, per il mancato rispetto delle regole interne, per gravi criticità.

La chiusura del progetto viene formalizzata con una relazione in cui si descrive il percorso effettuato. le risorse del nucleo o le aree di fragilità.

La Responsabile della struttura, in caso di dimissioni forzate, chiederà ai Servizi invianti di trovare una nuova sistemazione entro una settimana.

7. Modello operativo per l’emergenza

Alla Pronta accoglienza vengono destinati n. 2 posti letto (n. 1 nucleo madre-bambino) per offrire ospitalità e tutela alle donne sole o con figli che devono essere allontanate con estrema urgenza dal proprio nucleo familiare  o che abbiano bisogno di assistenza immediata per ragioni oggettive.

L’inserimento in Pronta accoglienza deve tuttavia avvenire alle seguenti condizioni e seguendo le procedure indicate.

Se vi sono posti disponibili e qualora non vi siano ostacoli di altra natura, alla richiesta di inserimento in emergenza viene data una risposta immediata.

La richiesta può essere fatta telefonicamente contattando l’operatore in servizio o in altra forma con richiesta scritta via fax o e-mail.

Gli operatori in servizio accolta la richiesta di inserimento in emergenza, che può avvenire anche nelle ore notturne, sono tenuti a seguire un protocollo che prevede la presa in carico temporanea  in attesa di una successiva valutazione.

L’inserimento non deve comunque provocare alcuna destabilizzazione della Comunità e non deve interferire con il regolare svolgimento della vita quotidiana.

All’arrivo degli ospiti viene loro consegnata la camera e viene data la prima assistenza.

L’operatore cerca di rilevare i bisogni immediati cercando se possibile di intervenire.

In seguito appena possibile devono essere illustrate le regole essenziali della Casa e della vita comune.

Il Servizio inviante quindi si incontrerà con il Responsabile per procedere alla formulazione di un Progetto più articolato.

Affinché l’inserimento in emergenza possa continuare nel tempo e trasformarsi in inserimento a breve-medio termine, è necessario che l’Equipe di Progetto faccia la propria valutazione ed esprima il proprio consenso.

8. Personale operante nella Casa/Comunità

L’anima della comunità è costituita dall’Equipe di progetto di cui fanno parte i responsabili, gli educatori, gli operatori ed eventuali altre figure di supporto.

La presenza di ciascuno è preziosa sempre. Ognuno partecipa al progetto educativo secondo il proprio ruolo, le proprie funzioni e le proprie specificità.

All’interno della Struttura operano diverse figure professionali sia con contratti part time che full time. (v. organico del personale, inviato su richiesta). Le assunzioni dei dipendenti inizialmente sono  a tempo determinato, con la possibilità poi di trasformazione a tempo indeterminato.

Ai Responsabili è affidato l’incarico di tenere i contatti con i servizi invianti, gli Assistenti sociali di riferimento, di coordinare l’Equipe degli Operatori che si riunisce almeno una volta alla settimana

Agli operatori spetta il compito di organizzare la vita all’interno e all’esterno della Comunità, di vigilare, assistere e sostenere il percorso riabilitativo ed educativo degli ospiti. La presenza dello Psicologo (funzione associata in genere a quella del Coordinatore) garantisce il necessario sostegno alle madri e ai minori attraverso colloqui individuali e di gruppo. Eventuali percorsi psicoterapeutici possono essere valutati e concordati aggiuntivamente.

In particolare il Coordinatore della Struttura cura l’inserimento, il Progetto di vita, il Progetto educativo individualizzato, gli aspetti relazionali ed affettivi degli ospiti, le dinamiche di convivenza e della vita di Comunità. . Guida l’osservazione, la valutazione dei casi e certifica le Relazioni finali.

  1. 2 Psicologi, n. 3 Educatori professionali qualificati, n. 3 Operatori, formano l’Equipe di Progetto. Si preoccupano di organizzare la vita della Comunità, di sorvegliare il funzionamento regolare degli appartamenti, affiancano gli ospiti nel reinserimento sociale e lavorativo, seguono gli aspetti medico-sanitari, pediatrici, mantengono i contatti con le strutture pubbliche, le Istituzioni scolastiche di riferimento, vigilano sulla sicurezza dei minori, nel caso di brevi assenze delle madri. Hanno un compito prezioso nell’osservazione, nella valutazione, negli interventi della vita quotidiana, nella eventuale predisposizione della relazione finale. Ogni operatore svolge anche la funzione di tutor degli ospiti assegnata dal Coordinatore.
  2. 1 Responsabile amministrativo si preoccupa della gestione finanziaria.

La Comunità si avvale inoltre della presenza di volontari, adulti accoglienti e tirocinanti i quali assicurano una presenza educativa e di sostegno qualificata, anche attraverso la frequenza a corsi di formazione e aggiornamento.

Il Supervisore dell’Equipe di Progetto viene coinvolto per la valutazione dei casi più controversi, per mettere a punto periodicamente il lavoro dell’Equipe e per orientare il Progetto educativo.

La cooperativa Grazia e pace Cooperativa sociale a r. l.  organizza e promuove, per i propri operatori, attività di formazione permanente. In particolare la Formazione avviene attraverso  un Incontro settimanale, guidato dal Responsabile, Psicologo e Psicoterapeuta qualificato e la partecipazione ad un Corso annuale di aggiornamento, organizzato dalla Grazia e pace Coop. sociale a r. l., o da Enti ed Agenzie formative esterni.

9. Regolamentazione delle visite agli ospiti

Le visite agli ospiti della comunità, con particolare riferimento ai minori, possono avvenire nel rispetto delle disposizioni emanate dal Tribunale per i Minorenni e nell’ambito delle regolamentazioni disposte dai servizi sociali competenti, previo accordo con i Responsabili e/o gli Operatori della Comunità.

Orari di visita e modalità delle stesse sono pertanto differenziati come previsto dal Progetto d’inserimento.

Anche le telefonate possono essere soggette a regole e/o limitazioni.

10. Riservatezza e sicurezza dei dati personali.

In ottemperanza alle prescrizioni previste dal D. Lgs. 196/03 in materia di riservatezza, è possibile visionare presso la Segreteria della Comunità il Documento Programmatico sulla Sicurezza.

La Struttura garantisce che il trattamento dei dati personali e le misure di sicurezza adottate siano conformi alle normative di legge. Nella Struttura vi è un locale ed un armadietto apposito certificato che garantisce la protezione e sicurezza dei dati sensibili.

11. La retta giornaliera

La retta giornaliera (vedi allegato A) comprende l’alloggio, l’assistenza, la vigilanza (ove sia prevista dal progetto), un supporto o sostegno psicologico se necessario, i servizi di accompagnamento e trasporto.

Essa è disaggregata nelle varie voci e può essere composta secondo le esigenze dell’ospite e del Servizio inviate.

La Comunità Il Germoglio Comunità in rosa prevede la presenza in servizio di almeno un operatore sulle 24 ore nel rispetto delle quote previste dalla DGR 1904/2011.

Per ogni dettaglio aggiuntivo vedi le indicazioni ed informazioni dell’allegato.

12. Organizzazione e note Amministrative

Il Coordinatore della struttura è la dott.ssa  Rosanna Deluca, Psicologa e Psicoterapeuta; a lei vanno rivolte le richieste di inserimento e di verifica dei percorsi riabilitativi.

Il Responsabile amministrativo è il dott. Pietro Leonardi, Presidente della Cooperativa; egli riceve e tratta tutte le istanze di carattere amministrativo ed economico.

Il Supervisore dell’Equipe educativa è il dott Giovanni Brighenti, psicologo e psicoterapeuta.

Riferimenti telefonici:

  • Dott. Rosanna Deluca Responsabile della Struttura – Cell. 320 5543650
  • Dott. Giovanni Brighenti Supervisore dell’Equipe di Progetto  – Cell 347 9032217
  • Sig.ra Barbara Valbonetti Educatrice professionale – Referente amministrativa Vice Presidente – Cell. 345 4478061
  • Dott. Pietro Leonardi Presidente della Cooperativa e Responsabile amministrativo – Cell. 3299539974 – leonardipietro2@gmail.com

Sede operativa:
Il Germoglio  Comunità in rosa, Via Chiesa di Diegaro,125,  47023 Diegaro di Cesena (FC)
Tel.  0547 347511 –  Cell. 328 7269572   – ilgermoglio@old.graziaepace.it

Sede Legale:
Grazia e pace Coop. sociale a r. l. 
Via Sorrivoli, 4955,  47023 Saiano di Cesena (FC) – Part. IVA 02521450409       
Tel. e Fax. 0547 326285
info@old.graziaepace.it graziaepace@pec.it

Pietro Leonardi